Guida dell`antiquariato

Restauri

Restauro tarli

Ci capita di accorgerci della presenza del tarlo quando troviamo sotto il mobile o al suo interno piccole montagnette di polverina detta rosura del legno.Se notiamo attentamente troveremo piccoli fori che se saranno chiari al loro interno significa che l`infestazione è attiva.Questi fori sono detti `di sfarfallamento` o `d`ingresso`: i fori di sfarfallamento si hanno quando il tarlo ha completato la metamorfosi e diventa adulto. Deve quindi uscire dal legno in cui si trova per accoppiarsi e dare origine ad una nuova generazione.

I fori d`ingresso invece li produce la larva neonata: l`uovo viene deposto in piccolissimi anfratti del legno e quando si schiude esce dalla parte rivolta verso il materiale legnoso. Sono fori minuscoli e difficilmente localizzabili, nascosti spesso proprio dall`uovo.

Se il tarlo infesta luogi non raggiungibili dall`occhio umano, ad esempio sottotetti, non c`è alcun modo di localizzarli se non dal rumore che se raggiunge una grave infestazione si sente anche durante il giorno, altrimenti solo nel silenzio della notte.

I tarli producono due tipi di rumori: uno è legato al mangiare, l`altro è il richiamo dell`accoppiamento del tarlo adulto, un rumore regolare.

Mentre un mobile con fori dà la sicurezza della presenza del tarlo, non è detto che un mobile che non presenta alcun foro visibile non sia infestato al suo interno.

Ecco perché a seconda del tipo di legno di cui è costruito il mobile presenta fori, sarebbe opportuno effettuare in ogni caso l`antitarlo in camera sottovuoto ad atmosfera modificata.

I legni più attaccabili dal tarlo sono: noce, faggio, pioppo, pino, abete. Ma quasi nessun legno è esente.
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